Akio Hirata hats exhibition in Tokyo
Born in 1925, Hirata immersed himself in hat design at the tender age of 14. In 1962 he travelled to Paris to serve as apprentice to Jean Barthet, one of France’s most prominent milliners with a clientele that included Grace Kelly and Sophia Loren. Upon returning to Japan he established Haute Mode Hirata, and went on to design hats for the likes of Issey Miyake, Comme des Garçons and Yohji Yamamoto. In response to a request from Rei Kawakubo (Comme des Garçons) to design a hat that looks like “it had been left unused in someone’s dresser,” Hirata once famously created a hat adorned with crushed flowers. After over seventy years of work Akio Hirata has earned a place in the narrowest Olympus of hats designers, and now Tokyo celebrates the originality, innovation and craftsmanship of his work. The layout design of Fumihiko Maki’s Spiral Building in Tokyo is due to another great Japanese designer, Oki Sato of Nendo, which has created for the occasion, a stretch of about 3,000 white hats, suspended like a vortex at different height levels, on which Hirata ‘s creations get away for color and morphological differences. More newsworthy is the fact that just a hundred of these 3,000 hats was designed and built by master Hirata. And the others? Simple, they’re ghost-hats of Smash, a nonwoven polyester fabric developed by Asahi Kasei textile firm, the antithesis of handmade hats by Hirata. The hats are suspended from the ceiling with transparent nylon thread at different heights to evoke the impression of hats in the wind. Visitors are invited to wander freely through this highly theatrical setting, according to an unconventional and not driven walk, in order to capture in depth the random generation process, crossed by a strong contingent and emotional inspiration element that has allowed the designer to become one of the most acclaimed actors of the global fashion scene.
I cappelli di Akio Hirata in mostra a Tokyo
Nato nel 1925, Hirata si è immerso nella progettazione cappello alla tenera età di 14 anni. Nel 1962 si recò a Parigi come apprendista di Jean Barthet, una delle modiste più importanti della Francia, con una clientela che comprendeva Grace Kelly e Sophia Loren. Al suo ritorno in Giappone ha stabilito Haute Mode Hirata, ed ha continuato a disegnare cappelli per artisti del calibro di Issey Miyake, Comme des Garçons e Yohji Yamamoto. In risposta ad una richiesta di Rei Kawakubo (Comme des Garçons) per progettare un cappello che sembrasse “essere stato lasciato inutilizzato nell’armadio di qualcuno”, il famoso Hirata ha creato un cappello ornato di fiori schiacciati. Dopo oltre settant’anni di attività lavorativa Akio Hirata si è guadagnato in patria e all’estero un posto nel più ristretto olimpo di designer di cappelli e ora Tokyo gli dedica una retrospettiva volta a celebrare l’originalità, l’innovazione e la capacità artigianale del suo lavoro. A progettare l’allestimento del Fumihiko Maki’s Spiral Building a Tokyo, troviamo un altro grande del design giapponese, Oki Sato, di Nendo che per l’occasione ha ideato una distesa di circa 3.000 cappelli bianchi, sospesi come in un vortice a diversi livelli di altezza, su cui far staccare per differenza cromatica e morfologica le creazioni di Hirata. Tuttavia, ciò che fa ancora più notizia è il fatto che di questi 4.000 cappelli appena un centinaio è stato disegnato e realizzato dal maestro Hirata. E gli altri, allora? Semplice, si tratta di cappelli-fantasma in Smash, un tessuto non tessuto di poliestere sviluppato da un’azienda tessile Asahi Kasei, l’antitesi di cappelli fatti a mano con cura di Hirata. I cappelli sono sospesi al soffitto con fili di nylon trasparenti ad altezze diverse ad evocare l’impressione di cappelli al vento. I visitatori sono invitati a vagare liberamente, attraverso questa impostazione fortemente teatrale, secondo un percorso non convenzionale e non guidato, in modo da cogliere fino in fondo il processo di genesi casuale e attraversato da una forte componente di ispirazione contingente ed emozionale che ha permesso allo stilista di diventare uno dei più acclamati protagonisti della scena fashion mondiale.













